Dipartimento di Medicina e Chirurgia

L’Ematologia di Perugia al 53° Congresso Nazionale della Società Italiana di Ematologia

2 ottobre 2026

COMUNICAZIONE ESTESA

L’Ematologia di Perugia al 53° Congresso Nazionale della Società Italiana di Ematologia

Roma, 21–23 settembre 2026

L’Ematologia di Perugia ha partecipato con numerosi contributi al 53° Congresso Nazionale della Società Italiana di Ematologia (SIE), uno dei principali appuntamenti scientifici dell’ematologia italiana, che riunisce clinici e ricercatori per condividere i più recenti avanzamenti nella comprensione, diagnosi e trattamento delle malattie ematologiche.

La presenza perugina ha coinvolto diversi ambiti della ricerca e della pratica clinica, attraverso letture educazionali, sessioni “Meet the Expert”, comunicazioni orali di risultati scientifici e partecipazione a studi multicentrici, espressione dell’integrazione tra attività clinica, ricerca biologica e traslazionale e formazione dei giovani ricercatori che caratterizza l’Ematologia dell’Università degli Studi di Perugia e dell’Azienda Ospedaliera di Perugia.

Nell’ambito delle leucemie acute, Matteo Caridi, oggi ematologo presso il Policlinico Tor Vergata di Roma e già specializzando della Scuola di Specializzazione in Ematologia di Perugia, ha presentato, in una comunicazione orale selezionata in seduta plenaria, i risultati di uno studio coordinato dalla Prof.ssa Maria Paola Martelli e condotto in collaborazione con gruppi nazionali e internazionali. Lo studio identifica differenti profili biologici all’interno delle leucemie mieloidi acute con mutazione di NPM1 e si inserisce nella linea di ricerca avviata a Perugia con la scoperta delle mutazioni di NPM1, con l’obiettivo di tradurre la crescente conoscenza della complessità biologica della malattia in una stratificazione sempre più precisa e in nuove opportunità terapeutiche. Co-primo autore del lavoro è Gaetano Cimino, ematologo e dottorando del Corso di Dottorato in Medicina Clinica e Molecolare del Dipartimento di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Perugia.

Sempre nel settore delle leucemie acute, Martina Lucarelli, dottoranda del Corso di Dottorato in Medicina Clinica e Molecolare, nel gruppo coordinato dalla Prof.ssa Roberta La Starza, ha presentato una comunicazione orale sui risultati di uno studio condotto su 447 pazienti adulti e pediatrici con leucemia/linfoma linfoblastico acuto a cellule T. Lo studio ha identificato la cromotripsi in circa il 9% dei pazienti adulti e ne ha evidenziato l’associazione con un maggiore rischio di recidiva e una ridotta sopravvivenza, sottolineando il possibile valore delle analisi genomiche avanzate nella stratificazione prognostica di queste neoplasie. La Prof.ssa Roberta La Starza è stata inoltre invitata a tenere una Lettura Educazionale sulla caratterizzazione genetico-molecolare delle leucemie linfoblastiche acute ad alto rischio.

Nell’ambito delle neoplasie linfoidi, il Prof. Paolo Sportoletti ha portato al Congresso l’esperienza dell’Ematologia di Perugia nella leucemia linfatica cronica, partecipando al “Meet the Expert” dedicato al sequencing terapeutico e al Lunch Meeting sull’evoluzione del trattamento con gli inibitori di BTK di seconda generazione. A questi interventi si è aggiunto il coinvolgimento in numerosi studi multicentrici sulla LLC presentati al Congresso.

Dal gruppo coordinato dal Prof. Enrico Tiacci, Alessandro Mancini, ematologo e dottorando di ricerca, ha presentato una comunicazione orale sui risultati a lungo termine di una strategia non chemioterapica con vemurafenib e rituximab nella leucemia a cellule capellute recidivata o refrattaria. Lo studio, promosso dall’Università degli Studi di Perugia e diretto dal Prof. Enrico Tiacci, ha visto anche il contributo di Luca De Carolis e Monia Capponi, ematologi dell’Azienda Ospedaliera di Perugia. I risultati hanno contribuito al riconoscimento da parte di AIFA della rimborsabilità di questo regime terapeutico a carico del Servizio Sanitario Nazionale per i pazienti con leucemia a cellule capellute recidivata o refrattaria dopo chemioterapia.

Nello stesso gruppo, Luisa Tasselli, ricercatrice biologa, ha presentato i risultati degli studi funzionali sulle mutazioni di STAT6 nel linfoma di Hodgkin, approfondendo i meccanismi attraverso i quali queste alterazioni contribuiscono alla crescita delle cellule linfomatose. Questi studi costituiscono anche il razionale biologico di uno studio clinico promosso dall’Università degli Studi di Perugia e diretto dal Prof. Enrico Tiacci, con il contributo del Dott. Leonardo Flenghi, nei pazienti con linfoma di Hodgkin recidivato o refrattario.

Un ulteriore riconoscimento alla ricerca dei giovani è arrivato con l’assegnazione a Maria Crocioni, post-doc nel gruppo coordinato dalla Prof.ssa Maria Paola Martelli, della borsa di studio “Beat Leukemia 2026”, dedicata quest’anno ai progressi nella terapia della leucemia mieloide acuta. Il progetto premiato è rivolto alla caratterizzazione di un nuovo sottogruppo biologico delle leucemie mieloidi acute con mutazione di NPM1 e allo sviluppo di un metodo rapido e standardizzato per la sua identificazione.

La partecipazione al Congresso SIE restituisce così un quadro articolato dell’attività dell’Ematologia perugina: competenze cliniche, ricerca biologica e traslazionale, sviluppo di nuove strategie terapeutiche e formazione di una nuova generazione di clinici e ricercatori. Un percorso nel quale le diverse linee di ricerca sviluppate nel tempo continuano a evolvere attraverso il contributo dei giovani, alimentando nuove conoscenze e nuove prospettive per la diagnosi e la cura delle malattie ematologiche.

 

COMUNICAZIONE BREVE DA SOCIAL

  • L’Ematologia di Perugia al 53° Congresso Nazionale SIE

Dal 21 al 23 settembre, a Roma, l’Ematologia di Perugia ha partecipato al 53° Congresso Nazionale della Società Italiana di Ematologia (SIE) con letture, sessioni Meet the Expert e numerose comunicazioni scientifiche. Una presenza che ha visto i giovani clinici e ricercatori presentare in prima persona risultati nati dalle diverse linee di ricerca dell’Ematologia perugina, accanto ai loro supervisor e responsabili scientifici.

Nelle leucemie acute, Matteo Caridi, già specializzando a Perugia, ha presentato in seduta plenaria, insieme al co-primo autore Gaetano Cimino, i risultati di uno studio sulle leucemie mieloidi acute con mutazione di NPM1 coordinato dalla Prof.ssa Maria Paola Martelli. Martina Lucarelli, del gruppo della Prof.ssa Roberta La Starza, ha presentato nuovi dati sul significato prognostico dell’instabilità genomica nelle leucemie linfoblastiche acute T; la Prof.ssa La Starza ha inoltre tenuto una Lettura Educazionale sulla caratterizzazione genetico-molecolare delle leucemie linfoblastiche acute ad alto rischio.

Nelle neoplasie linfoidi, il Prof. Paolo Sportoletti è intervenuto come esperto nelle sessioni dedicate alle nuove strategie terapeutiche nella leucemia linfatica cronica.

Dal gruppo del Prof. Enrico Tiacci, Alessandro Mancini ha presentato i risultati a lungo termine della terapia con vemurafenib e rituximab nella leucemia a cellule capellute, studio che ha visto anche il contributo di Luca De Carolis e Monia Capponi; Luisa Tasselli ha illustrato nuovi risultati sul ruolo delle mutazioni di STAT6 nel linfoma di Hodgkin, nell’ambito di una linea di ricerca che coinvolge anche il Dott. Leonardo Flenghi sul versante clinico.

  • Infine, Maria Crocioni, del gruppo coordinato dalla Prof.ssa Maria Paola Martelli, ha ricevuto la borsa di studio “Beat Leukemia 2026” per un progetto dedicato a un nuovo sottogruppo biologico delle leucemie mieloidi acute con mutazione di NPM1.

Una partecipazione che racconta le diverse anime dell’Ematologia di Perugia: assistenza, ricerca biologica e traslazionale, innovazione terapeutica e formazione dei giovani, in un dialogo continuo tra esperienza e nuove generazioni di clinici e ricercatori.