Uno studio appena pubblicato sulla prestigiosa rivista Journal of Cachexia Sarcopenia and Muscle ha evidenziato il ruolo del recettore RAGE (Receptor for Advanced Glycation End-products) espresso a livello muscolare nella cachessia associata al cancro, una sindrome invalidante caratterizzata da perdita di peso corporeo, atrofia muscolare, disfunzione metabolica, ridotta tolleranza ai trattamenti antitumorali e ridotta sopravvivenza dei pazienti oncologici. Molti tumori maligni (tra cui pancreas, polmone, colon-retto) inducono cachessia, che si stima essere responsabile di circa la metà di tutti i decessi per cancro nel mondo, coinvolgendo ca. 8,2 milioni di persone all'anno e rappresentando un’urgenza sanitaria globale.
Utilizzando una serie di modelli animali, il gruppo di ricerca MyoLab, coordinato dal Prof. Guglielmo Sorci presso il Dipartimento di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Perugia, ha dimostrato che l'attivazione di RAGE a livello delle fibre muscolari contribuisce fortemente alla perdita di peso corporeo e massa muscolare e all’infiammazione sistemica che si osservano in presenza di tumore, e che l’assenza del recettore conferisce resistenza alla cachessia da cancro. Il lavoro rappresenta anche un importante contributo alla nuova concezione del muscolo scheletrico come concausa, e non più come mero bersaglio, della sindrome cachettica.
Lo studio, frutto di un progetto quinquennale finanziato dalla Fondazione AIRC (Associazione Italiana per Ricerca sul Cancro), è stato condotto in collaborazione con ricercatori dell'Università Sapienza di Roma, dell’Università del Piemonte Orientale e della New York University. La sperimentazione condotta dal team MyoLab ha visto coinvolte in prima linea la Prof.ssa Francesca Riuzzi e la Dr.ssa Sara Chiappalupi, insieme alle Dr.sse Giulia Gentili, Laura Salvadori e Martina Paiella.
Dal punto di vista clinico, lo studio ha mostrato che l’aumento di espressione di RAGE è un evento precoce nei muscoli dei pazienti oncologici, implicando questo recettore nell'insorgenza della sindrome cachettica. Pertanto, l'inibizione di RAGE può rappresentare un mezzo per contrastare la cachessia e prolungare la sopravvivenza dei pazienti oncologici.
Link all’articolo: https://onlinelibrary.wiley.com/doi/epdf/10.1002/jcsm.70302